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Massimo Tanzi

La pittura scavata

 

CHI SONO

… egli è stata sempre tanta la delettazione, con l’utile e con l’onore insieme, che io ho cavato nell’esercitarmi così come ho saputo in questa nobilissima arte, che non solamente ho avuto un desiderio ardente d’esaltarla e celebrarla, e in tutti i modi a me possibili onorarla; ….

Agli artefici del Disegno – Giorgio Vasari

… e così nel 2013, all’età di 63 anni, mi sono iscritto all’Accademia di Belle Arti di Urbino, dove ho conseguito il diploma con il massimo dei voti. Ora dipingo a tempo pieno, partecipo a manifestazioni d’Arte ed ho aperto lo studio a visite ed incontri. I temi che tratto sono spesso mitologici, in altri casi più intimi e surreali.

LA PITTURA SCAVATA

MITI
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LE ROBBIANE

Scavare il legno, estrarre l’ Umano:

lo stiacciato cromatico di Massimo Tanzi

A cura di Giorgio Fedeli

 

È una linea sottile quella che nella ricerca artistica dell’aretino Massimo Tanzi unisce la tradizione figurativa toscana alla più accesa spettacolarizzazione coloristica contemporanea, fondendo antichi saperi e pratiche artigiane in una nuova tecnica e visioni che aprono un’attualissima, sfavillante finestra sul mondo.

 

Si tratta innanzitutto della linea del segno di contorno che svolge e racchiude la figura e che  dal Rinascimento in poi connota ed implica l’idea stessa di arte originata a Firenze e quindi in tutta la regione: un primato del disegno nel dipingere che dal 1550 con le Vite del Vasari caratterizza l’agire degli autori toscani fin dentro la piena modernità, e recepito anche da Tanzi come  punto di partenza.

 

Massimo coglie infatti un incipit della propria sperimentazione nelle esperienze di restauro praticate in gioventù su decorazioni a graffiti, il cui disegno, riportato su fresco coperto da una mano di tempera, veniva quindi ripercorso con dei chiodi che, togliendo il fondo, mettevano così in risalto le figure coperte dal colore.

Anni dopo riporterà questa prassi al servizio di una personale, inedita proposta di pittura capace di attualizzare le lezioni del passato dentro un immaginario ed una poetica dai toni magici ed evocativi, fortemente capaci di attingere alle urgenze ed esperienze reali del nostro mondo.

 

Da lui stesso definita "pittura scavata", la proposta di Tanzi parte dunque ancora una volta dal disegno: riporta su tavole di legno le linee delle idee figurative a lungo pensate, quindi scava ed incide tali contorni creando dei picchi di rappresentazione, di luci ed ombre, mentre il fondo di legno grezzo viene reso liscio tramite ingessatura o con il più prezioso processo di ammanitura, in cui la levigatura a gesso e colla accoglie infine una doratura a foglia d’oro.

In questo suo scavare e preparare la tavola, si  situa letteralmente nel “solco” della tradizione toscana, e con non meno fedeltà, abilità e passione si inserisce in quell’alveo di manualità, di saper fare artigiano che dalle botteghe rinascimentali ad oggi tramanda un’idea d’arte e di estetica intrisa di invidiabili competenze e abilità, qui capace di liberare nel legno e dal legno le più allettanti visioni portate in gestazione dalla mente.     

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